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Antonio d'Antoni: biografia

D’Antoni Antonio nasce a Roma nel Febbraio del 1956
Vive la sua infanzia a Montesacro, un quartiere di Roma, dividendo il suo tempo tra gli amici carissimi e lo studio.

Sviluppa per piacere e per passione la realizzazione inizialmente di piccoli disegni a matita e carboncino, per poi passare alla pittura ad acquerello e poi ad olio
Crescendo scopre grazie alle frequentazioni di amici più esperti e alla lettura di riviste specializzate, il mondo della fotografia.

Utilizzando la macchina fotografica di un amico, inizia a scattare, dedicandosi in seguito, allo sviluppo e alla stampa di quanto ripreso, sempre e rigorosamente in bianco e nero, percependo che in quella forma di arte poteva trasmettere a chi guardava le sensazioni provate in quei momenti dello scatto.

Si laurea in medicina e chirurgia e si dedica alla professione privata.
In questo tipo di attività Antonio lascia ampio spazio al rapporto personale empatico con i suoi pazienti, essendo cosciente di quanto, in questa professione, sia fondamentale l’umanità e la professionalità

Il pensiero

Da sempre mi sono dedicato alla pittura e successivamente alla fotografia, dapprima utilizzando macchine fotografiche a pellicola, realizzando specie foto in bianco e nero, per poi passare al digitale. Ho sempre ritenuto la fotografia coma una emanazione dei nostri stati d’animo e la mia ricerca è stata sempre rivolta a far percepire all’osservatore quello che mi riempiva il cuore nel momento della scatto.

Lo sguardo durante la realizzazione è concentrato alla percezione delle scene come estrinsecazione degli attimi di vita dei soggetti.

Ho sempre pensato che la vita è fatta di sensazioni e sentimenti, e che, farli apprezzare all’osservatore rendendolo partecipe dell’esplosione del sentire, può creare un binomio in cui, chi realizza e chi guarda, sono dalla stessa parte della storia, una storia che è di tutti.
In questo, i soggetti e i colori, sono il mezzo con cui tendere alla stessa percezione, catturando lo sguardo affinché entri nella grafia dell’immagine e stimoli, in chiunque si ponga pronto a recepire, l’onda delle sensazioni e la pienezza dei sentimenti.

Come forma di trasmissione ho sentito il bisogno di unire, come completamento alla realizzazione di questa forma di arte, delle frasi, come immagini scritte delle sensazioni più profonde.
Questo perché il fruitore, all’osservazione attenta, possa sentir vibrare la propria anima riempiendo gli occhi con l’immagine, e inondando le proprie orecchie con i versi.

Nella continua ricerca di realizzare questo mio sogno, ho capito che tre sono le parole chiave:

lo stare, il vedere ed il sentire