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Mostra a Pistoia
27/10/2012
Mostra a Pistoia
 
Sabato 16 Giugno 2012 si è inaugurata la mostra personale di Antonio D'Antoni presso la Galleria d'arte Jenny D'Alessio nel cuore antico di Pistoia.
L'autore ha esposto 10 opere nel formato cm 100 x 70 e 5 opere nel formato cm 70 x 50. 
Notevole l'afflusso di persone che hanno onorato con la loro presenza questo evento.
Tra loro un importante critico d'arte, il Prof .D. Menicucci e la Sig.ra Lucia Mongardi (una delle fondatrici del premio il Fiorino d'oro di Firenze) che hanno apprezzato i lavori esposti, in particolare il professore Menicucci ha conferito all'autore una una sua critica personale quale apprezzamento di quanto esposto.
Antonio D’Antoni: un frescante del terzo millennio
Antonio D’Antoni è indubbiamente uno degli artisti più interessanti che mi è capitato di incontrare recentemente.
Nasce pittore di pennello, ma è artista di  ‘slancio’, insofferente nel reticolo di linee e colori, lui è un cuneo sparato nella ragnatela dell’arte, perfora, va oltre, è la risposta artistica a quei pittori novecenteschi che cavillavano di eseguire l’opera d’arte definitiva, quella che avrebbe chiuso la storia dell’arte.
Fotografia, computer: ecco la nuova dimensione, l’artista del XXI° secolo.
Guado, studio le sue opere nella Galleria-gioiello di Jenny D’Alessio, nel cuore antico di Pistoia, e constato con piacere come delle forme d’arte ultramoderne si sposino perfettamente con architetture due-trecentesche: la qualità si amalgama sempre.
C’è un quadro, un soggetto di ispirazione fiamminga, case con tetti a punta, un personaggio fermo e ieratico, di lato, sorveglia il tutto.
Il recinto della casa è chiuso da un cancelletto di legno, un cancelletto rosso, un rosso che solo Vermeer avrebbe osato fare.
Ma D’Antoni l’ha fatto.
D’Antoni, lo si capisce bene, ha una cultura artistica non qualunque, è si un artista del domani, ma ha sempre un occhio rivolto al passato: sono importanti  le radici, lui lo sa e le rispetta.
Affiorano qua e la, nelle sue opere, personaggi e costruzioni antiche, e poi gente, gente comune, la vera gente: alcuni fissati nell’espletamento del proprio lavoro, altri in movimento, viandanti della vita e della storia, il perenne percorso dell’uomo.
Maschere, sedie in bilico, grate di ferro, grate a maglia larga, ma pur sempre grate: l’uomo limitato da regole, da pastoie, l’insofferenza dell’artista che non vuole limiti.
Si concede anche passaggi d’astrattismo puro, D’Antoni, colori che circolano in libertà, o forse cercano la libertà.
Ho definito Antonio D’Antoni un frescante del terzo millennio.
In effetti le sue opere mi ricordano tanto i grandi affreschi del trecento, quelle grandi cronache del loro tempo, quell’interpretare la vita e la storia che quegli artisti facevano e che anche lui fa, in chiave moderna ovviamente.
Canta il suo tempo Antonio D’Antoni, e sa farlo.
 
 
Giugno 2012
                                                                       Prof   Daniele Menicucci

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